Sull’applicabilità dei profili di responsabilità amministrativa degli enti negli studi professionali continua ad essere di estrema attualità una pronuncia di qualche anno fa.

La seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione nella sentenza del 7 febbraio 2012 , n.4703 ha statuito in via definitiva l’applicabilità del sistema di responsabilità amministrativa degli enti previsto con il d. lgs. n.231/2001 anche agli studi professionali.

Secondo la Corte le stesse attività professionali strutturate in forma societaria sono passibili di una responsabilità per colpa organizzativa derivante dal non aver adottato un adeguato sistema volto ad evitare la commissione di reati da parte dei componenti.

Più nel dettaglio, con nella sentenza in esame la Cassazione ha ritenuto legittimo applicare a un ambulatorio odontoiatrico, strutturato in forma di società in accomandita semplice, la pesante sanzione dell’interdizione dall’esercizio dell’attività per un anno.

Trova conferma quindi l’orientamento già registrato nella giurisprudenza di legittimità sin dall’aprile del 2011, con cui la Corte aveva esteso alle imprese individuali il campo di applicazione del d. lgs. n.231/2001 (Cass. n. 15657/2011).

Sull’applicabilità dei profili di responsabilità amministrativa degli enti negli studi professionali continua ad essere di estrema attualità una pronuncia di qualche anno fa.

La seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione nella sentenza del 7 febbraio 2012 , n.4703 ha statuito in via definitiva l’applicabilità del sistema di responsabilità amministrativa degli enti previsto con il d. lgs. n.231/2001 anche agli studi professionali.

Secondo la Corte le stesse attività professionali strutturate in forma societaria sono passibili di una responsabilità per colpa organizzativa derivante dal non aver adottato un adeguato sistema volto ad evitare la commissione di reati da parte dei componenti.

Più nel dettaglio, con nella sentenza in esame la Cassazione ha ritenuto legittimo applicare a un ambulatorio odontoiatrico, strutturato in forma di società in accomandita semplice, la pesante sanzione dell’interdizione dall’esercizio dell’attività per un anno.

Trova conferma quindi l’orientamento già registrato nella giurisprudenza di legittimità sin dall’aprile del 2011, con cui la Corte aveva esteso alle imprese individuali il campo di applicazione del d. lgs. n.231/2001 (Cass. n. 15657/2011).

L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha espresso il proprio parere sul ruolo svolto dall’Organismo di Vigilanza (OdV)  riguardo il trattamento dei dati personali.

Secondo l’Autorità l’OdV, sia esso esterno o interno alla società, è parte di essa e pertanto i suoi membri debbono considerarsi soggetti autorizzati dalla società stessa al trattamento dei dati personali.

Vengono disattese le ricostruzioni degli esperti che, valorizzando l’indipendenza dell’Organismo di Vigilanza rispetto alla società avevano ricondotto il ruolo dei suoi componenti a quello del Responsabile del trattamento (art29 GDPR) o addirittura di Titolare autonomo.

https://www.aodv231.it/images/img_editor/888489_12.05.2020.pdf