La Corte di Giustizia Europea (CGE) invalida l’operato della Commissione Europea e ritiene inadeguate al GDPR le garanzie del Privacy Shield in caso di trasferimento di dati personali dalla UE agli USA. Nella sentenza “Schrems II” la Corte boccia la decisione operativa della Commissione Europea sull’adeguatezza della protezione offerta dal regime dello scudo UE-USA per la privacy (cd.Privacy Shield).

Il Privacy Shield viene ritenuto inadeguato rispetto al Regolamento Generale sulla Protezione dei dati personali n.2016/679 (GDPR).

Il Privacy Shield nella decisione  2016/1250 della Commissione Europea
La decisione della Corte  di Giustizia Europea boccia l’operato di qualche anno fa della
 Commissione Europea con la decisione sull’accordo scudo USA-UE (cd.Privacy Shield). Nel 2016, prima dell’entrata in vigore del GDPR, il meccanismo di autocertificazione del Privacy Shield era stato ritenuto adeguato a garantire un idoneo livello di protezionee di tutela dei dati personali legittimando il trasferimento di dati personali dall’UE verso gli USA.

I contenuti del rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia
Nella domanda di pronuncia pregiudiziale, il giudice del rinvio ha chiesto alla CGE di pronunciarsi su:

  • applicabilità del GDPR a trasferimenti di dati personali fondati su “clausole tipo” di protezione contenute nella decisione della Commissione Europea
  • livello di protezione richiesto nel quadro di un trasferimento siffatto
  • obblighi delle Autorità di controllo

I giudici irlandesi, nel rinviare la questione alla Corte di Giustizia, hanno chiesto se la decisione della Commissione Europea possa essere considerata valida nonostante le “clausole tipo” non siano vincolanti nei confronti degli Stati e non possano rimediare alle eventuali ingerenze delle autorità pubbliche nei diritti delle persone interessate relativi a tali dati. È stato chiesto alla Corte di precisare quali possano essere gli elementi da prendere in considerazione per stabilire l’effettiva garanzia nel contesto di un simile trasferimento di dati personali.

La sentenza della CGE causa C-311/18 Schrems II

Nella sentenza dd. 16/07/2020, causa C-311/18, la Corte di Giustizia rivede l’operato della Commissione Europea alla luce delle novità introdotte dal Regolamento Generale sulla Protezione dei dati personali n.2016/679.

 La Corte considera anzitutto che il GDPR dispone che per procedere al trasferimento di dati personali siano necessarie garanzie adeguate, diritti opponibili e mezzi di ricorso effettivi. La Corte osserva che le persone i cui dati personali sono trasferiti verso un Paese terzo sulla base di “clausole tipo” di protezione dei dati devono godere di un livello di protezione sostanzialmente equivalente a quello garantito all’interno dell’Unione.

Ciò premesso la Corte ritiene che le limitazioni della protezione dei dati personali  risultanti dalla normativa interna degli Stati Uniti non siano adeguate al GDPR. Si tratta delle disposizioni in materia di accesso e di utilizzo, da parte delle autorità statunitensi, di dati trasferiti dall’Unione verso tale Paese terzo. Tali previsioni non rispettano i requisiti richiesti dall’art.47 GDPR per lacune riguardanti la tutela giurisdizionale delle persone i cui dati personali sono trasferiti verso gli USA.

Concludendo il proprio ragionamento, la Corte di Giustizia rileva come l’articolo 1 della decisione relativa al Privacy Shield sia incompatibile con l’articolo 45, paragrafo 1, del GDPR, letto anche alla luce degli articoli 7, 8 e 47 GDPR. Linvalidità della prima parte della decisione della Commissione ha l’effetto di inficiarla nel suo complesso risultando inscindibile dagli articoli da 2 a 6 e dagli allegati della medesima.

La CGUE ritiene pertanto che la decisione di adeguatezza del Privacy Shield sia invalida.

Le conseguenze della sentenza della CGE causa C-311/18
Le conseguenze della decisione della Corte di Giustizia causa C-311/18 sono dirompenti.

L’inadeguatezza delle protezioni al GDPR dei trasferimenti dei dati personali tra UE e USA avranno ripercussioni  su qualsiasi operatore che tratti dati personali utilizzando software e servizi (es. newsletter) resi da aziende statunitensi o che comunque utilizzano server con sede negli USA.

La posizione del Comitato Europeo per la Protezione dei dati personali 
Il Comitato Europeo per la Protezione dei Dati
(EDPB) ha provveduto in data 23/07/2020 ad adottare delle FAQ, tradotte ufficialmente in italiano a cura dell’Ufficio del Garante per la protezione dei dati personali italiano, in merito alla sentenza oggetto del presente commento.

Nello specifico, l’EDPB conferma che la Corte di Giustizia ha annullato la decisione relativa al Privacy Shield senza preservarne gli effetti e che la valutazione deve essere tenuta presente con riguardo a qualunque trasferimento di dati dalla UE verso gli Stati Uniti.

Ancora, l’EDPB sottolinea come per continuare a utilizzare i servizi di un fornitore – Responsabile del trattamento (nel cui contratto sia previsto che i dati possano essere trasferiti verso gli USA), devono essere introdotte apposite misure supplementari per garantire che la normativa statunitense non incida sul livello di protezione sostanzialmente equivalente a quello offerto nel SEE assicurato dagli strumenti di trasferimento oppure devono trovare applicazione le deroghe di cui allart. 49 del GDPR (es. il consenso esplicito, specifico e informato dell’interessato).

Qualora le alternative proposte non siano praticabili, l’unica soluzione suggerita dall’EDPB è quella di negoziare un emendamento o una clausola aggiuntiva al contratto per vietare il trasferimento di dati verso gli USA.

L’approfondimento di…. Claudia Ogriseg

HELP DESK aziende

ammortizzatori speciali causale covid19 – esonero contributivo – blocco licenziamenti

Sommario

  1. La forte correlazione delle nuove norme in tema di ammortizzatori sociali speciali causale Covid-19, benefici contributivi e blocco dei licenziamenti 1
  2. Le novità in tema di ammortizzatori sociali speciali causale COVID-19. 2

2.1.     La previsione di ulteriori 18 settimane di ammortizzatori speciali causale Covid-19. ………………………………………………………………………………………………………2

2.2.     La facoltà di presentare domanda retroattiva per 4 settimane di ammortizzatori speciali causale Covid-19 – obbligo permanenza domiciliare. 3

  1. L’esonero contributivo alternativo alla richiesta di fruizione di ulteriori periodi di ammortizzatori sociali speciali Covid-19. 4

3.1.     Il beneficio contributivo per datori di lavoro che non richiedono ulteriori ammortizzatori sociali speciali (art. 3) 4

  1. Le novità in tema di divieto di licenziamento. 4

4.1.     I datori di lavoro destinatari del blocco dei licenziamenti 5

4.2.     I provvedimenti e le procedure interessate dal “blocco dei licenziamenti” 5

4.3.     Le eccezioni al “blocco dei licenziamenti” 6

4.4.     Qualche osservazione sulla durata del nuovo “blocco dei licenziamenti” connesse alla peculiarità della situazione aziendale. 6

 

1.    La forte correlazione delle nuove norme in tema di ammortizzatori sociali speciali causale Covid-19, benefici contributivi e blocco dei licenziamenti

Nel d. l. n.104/2020 cd. Decreto Agosto si potenziano con efficacia retroattiva gli ammortizzatori sociali speciali causale Covid-19, si introducono misure di beneficio contributivo e si delineano nuovi limiti alla facoltà di licenziamento strettamente connessi alla situazione aziendale.

I divieti di procedere con licenziamenti individuali per motivi oggettivi o con procedure di licenziamento collettivo interessano le imprese che abbiano ancora la possibilità di utilizzare strumenti di sostegno al reddito come ammortizzatori sociali speciali causale Covid-19 o benefici e imprese che in alternativa abbiano beneficiato dei nuovi sgravi contributivi.

2.    Le novità in tema di ammortizzatori sociali speciali causale COVID-19

Nel decreto legge 14 agosto 2020, n.104 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.20 dd.14 agosto 2020 cd. decreto agosto si ridisegnano i tratti della disciplina degli ammortizzatori sociali speciali causale Covid-19.

Le novità interessano retroattivamente anche periodi di ammortizzatori già concessi e utilizzati successivamente al 12 luglio 2020, con penalizzazione dei datori di lavoro che avevano provveduto a “scaglionare” sospensioni e chiusure.

L’art. 2, d. l. n.104/2020 estende a tutti gli sportivi professionisti, con reddito annuo fino a € 50.000,00 lordi, la facoltà di accedere a 9 settimane di trattamento di integrazione salariale.

2.1.      La previsione di ulteriori 18 settimane di ammortizzatori speciali causale Covid-19

Negli artt.1 e 2 d. l. n.104/2020 cd. Decreto Agosto prolunga la possibilità di fruire degli ammortizzatori sociali speciali causale Covid-19 per ulteriori 18 settimane complessive, da utilizzarsi tra il 13/07/2020 e il 31/12/2020. Si tratta della CIGO, CIG in deroga e dell’assegno ordinario FIS causale COVID-19 già previsti negli artt.19 – 22 quinques d. l. n.18/2020.

“I datori di lavoro che, nell’anno 2020, sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, possono presentare domanda di concessione dei trattamenti di cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario e cassa integrazione in deroga di cui agli articoli da 19 a 22-quinquies del decreto-legge 17 marzo 2020, n.18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 e successive modificazioni, per una durata massima di nove settimane, incrementate di ulteriori nove settimane secondo le modalità previste al comma 2.”

“Le complessive diciotto settimane devono essere collocate nel periodo ricompreso tra il 13 luglio 2020 e il 31 dicembre 2020. Con riferimento a tale periodo, le predette diciotto settimane costituiscono la durata massima che può essere richiesta con causale COVID-19”.

“I periodi di integrazione precedentemente richiesti e autorizzati ai sensi del predetto decreto-legge n. 18 del 2020, collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 12 luglio 2020 sono imputati, ove autorizzati, alle prime nove settimane del presente comma.”

La nuova disposizione consente di richiedere due periodi di nove settimane ciascuno, autorizzati separatamente. Più nel dettaglio i periodi di sospensione (richiesti e autorizzati ai sensi del d.l.n.18/2020 9 settimane, oltre alle cinque ed alle quattro successive da fruire entro il 31 agosto) eventualmente fruiti dal 13/07/2020 saranno assorbiti nelle prime 9 settimane fino a esaurimento delle stesse.

I datori di lavoro che hanno “scaglionato il precedente periodo si vedono “tagliare”, parzialmente, rispetto ad altre aziende, il periodo di fruizione complessivo.

Quanto alle seconde 9 settimane esse saranno riconosciute solo se il primo periodo sarà stato interamente autorizzato e usufruito e, diversamente dalle precedenti, comporteranno il pagamento di un contributo addizionale. Gli importi delle aliquote saranno parametrati all’entità della riduzione causa Covid-19 del fatturato aziendale del primo semestre 2020 rispetto al primo semestre 2020 (che dovrà essere autocertificata ex art. 47 d.P.R. n.445/2000 in occasione della presentazione della domanda di ammortizzatore). Più nel dettaglio l’aliquota sarà

  • inesistente se il datore di lavoro ha subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20% o ha avviato l’impresa successivamente al primo gennaio 2019;
  • 9% della retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate se il datore di lavoro ha subito una riduzione del fatturato inferiore al 20%
  • 18% della retribuzione che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, se il datore di lavoro non ha avuto alcuna riduzione di fatturato;

La domanda di ammortizzatore sociale dovrà essere presentata all’INPS entro la fine del mese successivo a quello in cui ha inizio la riduzione o sospensione lavorativa. Per i trattamenti iniziati prima della pubblicazione del cd. Decreto Agosto – ossia per le imprese che stanno utilizzando gli ammortizzatori nel periodo 1-31 agosto 2020 e che pertanto saranno assorbite dalle prime 9 settimane del Decreto Agosto – il termine è il 30 settembre 2020. Resterà da attendere la Circolare operativa dell’INPS anche per comprendere se i datori di lavoro siano autorizzati all’anticipo del trattamento CIGO, FIS, o CIGd senza limitazioni, oppure se l’anticipo sia possibile soli per CIGO e FIS.

2.2.      La facoltà di presentare domanda retroattiva per 4 settimane di ammortizzatori speciali causale Covid-19 – obbligo permanenza domiciliare

Il Decreto Agosto introduce una specifica previsione per coloro i quali abbiano sospeso l’attività lavorativa a causa dell’impossibilità di raggiungere il luogo di lavoro da parte dei lavoratori alle proprie dipendenze, domiciliati o residenti in Comuni per i quali la pubblica autorità abbia emanato provvedimenti di contenimento e di divieto di allontanamento dal proprio territorio, disponendo l’obbligo di permanenza domiciliare in ragione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Si tratta di realtà per le quali non hanno trovato applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni per l’emergenza COVID-19, prima della data di entrata in vigore del presente decreto (cfr. art. 19 Accesso alla cassa integrazione per i lavoratori delle ex-zone rosse, d. l. n.104/2020).

Le domande per i trattamenti di cui agli articoli da 19 a 22 quinquies d. l. 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modifiche con la legge 24 aprile 2020, n. 27, e successive modificazioni, possono essere presentate con indicazione specifica causale «COVID-19 – Obbligo permanenza domiciliare» per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 30 aprile 2020 e per la durata delle misure previste dai provvedimenti della pubblica autorità di cui al comma 1, fino a un massimo complessive di quattro settimane, limitatamente alle imprese operanti nelle Regioni Emilia-Romagna, Regione del Veneto e Lombardia.

Le domande dovranno essere trasmesse esclusivamente all’INPS, a pena di decadenza, entro il 15 ottobre 2020, con autocertificazione del datore di lavoro che indica l’autorità che ha emesso il provvedimento di restrizione inviando all’Istituto, in caso di pagamento diretto delle prestazioni da parte dell’INPS, tutti i dati necessari per il pagamento o per il saldo dell’integrazione salariale entro il 15 novembre 2020.

3.    L’esonero contributivo alternativo alla richiesta di fruizione di ulteriori periodi di ammortizzatori sociali speciali Covid-19

Strettamente connesse con le modifiche alle misure emergenziali relative allo strumento degli ammortizzatori speciali causale Covid-19, nel Decreto Agosto sono introdotte previsioni di esonero contributivo. Si tratta dell’art.3 decreto legge 16 giugno 2020, n.52 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.151 dd.16 giugno 2020 le cui previsioni sono condizionate alle necessarie approvazioni da parte della Commissione Europea, dunque non sono immediatamente operative.

3.1.      Il beneficio contributivo per datori di lavoro che non richiedono ulteriori ammortizzatori sociali speciali (art. 3)

Nell’art.3, comma 1 d. l. n.104/2020 si prevede un esonero dei contributi previdenziali della quota parte a carico dell’azienda (con esclusione dei contributi Inail) per quattro mesi al massimo, fruibili entro il 31/12/2020. Tale esonero sarà calcolato riparametrando su base mensile entro il tetto del doppio delle ore di integrazione salariale già utilizzate nei mesi di maggio e giugno 2020. Nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta, il beneficio sarà cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote previste dalle norme vigenti.

Al datore di lavoro che benefici dell’esonero contributivo trova applicazione il divieto di licenziamento di cui all’art.14 d. l. n.104/2020 (art.3 comma 2, d. l. n.104/2020). Le sanzioni per la violazione di tale divieto consistono nella revoca dell’esonero contributivo e nell’impossibilità di presentare istanza di ammortizzatore sociale speciale causa COVID-19 (art.3, comma 3, d. l. n.104/2020).

4.    Le novità in tema di divieto di licenziamento

L’art. 14, d. l. n.104/2020 è rubricato “Proroga delle disposizioni in materia di licenziamenti collettivi e individuali per giustificato motivo oggettivo”, lasciando intendere che la norma proroghi la disciplina dei licenziamenti già dettata dal “Decreto cura Italia” e modificata dal “Decreto rilancio”.

In realtà, si tratta di nuove preclusioni: a differenza della disciplina precedente, il nuovo blocco non interessa la generalità dei datori di lavoro e prevede numerose eccezioni. Ciò che resta invariata è la facoltà di revoca, in ogni tempo, del licenziamento intimato nel 2020 dal datore di lavoro. Indipendentemente dal numero dei dipendenti, il datore di lavoro può revocare il licenziamento per giustificato motivo oggettivo purché contestualmente faccia richiesta del trattamento di cassa integrazione salariale (di cui agli articoli da 19 a 22-quinquies d.l. 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modifiche dalla legge 24 aprile 2020, n. 27), a partire dalla data in cui ha efficacia il licenziamento. In tal caso, il rapporto di lavoro si intende ripristinato senza soluzione di continuità’, senza oneri ne’ sanzioni per il datore di lavoro.

Come già accaduto nel periodo emergenziale la rubrica legis non sintetizza il contenuto dell’art.14 che non può essere considerata come una semplice proroga della previgente disposizione con cui era stato previsto un generalizzato blocco dei licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o delle procedure di licenziamento collettivo.

4.1.      I datori di lavoro destinatari del blocco dei licenziamenti

A differenza della previgente disciplina con cui si era prevista la sospensione della facoltà di procedere a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo (ex art.3, l.n.604/1966) anche con sospensione delle procedure di licenziamento individuale (ex art.7 l.n.604/1966) e collettivo (ex artt.4,5 e 24, legge n.223/1991) il blocco dei licenziamenti previsto nel Decreto Agosto riguarda solo

datori di lavoro che non abbiano integralmente fruito dei trattamenti di integrazione salariale speciali causale Covid-19 riconducibili all’emergenza epidemiologica di cui all’art.1 (ossia le ulteriori 18 settimane post 12 luglio 2020 – cfr. art.14 comma 1)

datori di lavoro che non abbiano integralmente fruito dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali di cui all’art.3 comma 1 (ossia i 4 mesi di benefici contributivi entro il 31/12/2020 – cfr. art.14, comma 1)

datori di lavoro che abbiano fruito dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali di cui all’art.3 comma 1 (cfr. art.3 comma 2)

4.2.      I provvedimenti e le procedure interessate dal “blocco dei licenziamenti”

Analogamente alla precedente disciplina, nel Decreto Agosto il blocco dei licenziamenti preclude ai datori di lavoro individuati nel paragrafo precedente

l’avvio delle procedure (di licenziamento collettivo) di cui agli articoli 4, 5 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223 e (…) (del)le procedure pendenti avviate successivamente alla data del 23 febbraio 2020 (cfr. art.14 comma 1 d. l. cd. decreto Agosto)

(il provvedimento di licenziamento) per giustificato motivo oggettivo ai sensi dell’art. 3 l.n.604/1996, e (…) le procedure (di licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo) in corso di cui all’art.7 (l. n.604/1966) (cfr. art.14 comma 2 d. l. cd. decreto Agosto)

Restano escluse altresì escluse dal blocco, le ipotesi in cui il personale interessato dal recesso, già impiegato nell’appalto, sia riassunto a seguito di subentro di nuovo appaltatore in forza di legge, di contratto collettivo nazionale di lavoro, o di clausola del contratto di appalto (art. 14, comma 1, d. l.n.104/2020).

4.3.      Le eccezioni al “blocco dei licenziamenti”

Diversamente dalla disciplina precedente, nel Decreto Agosto si prevedono eccezioni alle preclusioni e sospensioni del potere di licenziamento

licenziamenti motivati dalla cessazione definitiva dell’attività dell’impresa, conseguenti alla messa in liquidazione della società senza continuazione, anche parziale, dell’attività, nel caso in cui nel corso della liquidazione non si configuri la cessione di un complesso di beni od attività che possano configurare un trasferimento d’azienda o di un ramo di essa ai sensi dell’articolo 2112 c.c.

licenziamenti intimati in caso di fallimento, quando non sia previsto l’esercizio provvisorio dell’impresa, ovvero ne sia disposta la cessazione. Nel caso in cui l’esercizio provvisorio sia disposto per uno specifico ramo dell’azienda, sono esclusi dal divieto i licenziamenti riguardanti i settori non compresi nello stesso.

sottoscrizione di accordo collettivo aziendale, con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro con riconoscimento ai lavoratori coinvolti del trattamento di NaSpI (art. 1, d. lgs. 4 marzo 2015, n. 22)

4.4.      Qualche osservazione sulla durata del nuovo “blocco dei licenziamenti” connesse alla peculiarità della situazione aziendale

Si è già detto che la facoltà di procedere con licenziamenti individuali per motivi oggettivi o con le procedure di licenziamento collettivo resta sospesa finché le imprese avranno ancora la possibilità di utilizzare ammortizzatori sociali speciali causale Covid-19, di beneficiare degli sgravi contributivi alternativi agli ammortizzatori ovvero finché le imprese godranno dei benefici contributivi previsti all’art.3 d. l. n.104/2020.

In sintesi l’efficacia temporale del blocco dei licenziamenti risulterà quindi solo ipoteticamente fissata al 31/12/2020. Sarà indispensabile effettuare valutazioni caso per caso ragionando sulla fruibilità e/o fruizione degli strumenti di sostegno al reddito speciali con causale Covid-19 e dei benefici contributivi alternativi.

Udine 27 agosto 2020

Sull’applicabilità dei profili di responsabilità amministrativa degli enti negli studi professionali continua ad essere di estrema attualità una pronuncia di qualche anno fa.

La seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione nella sentenza del 7 febbraio 2012 , n.4703 ha statuito in via definitiva l’applicabilità del sistema di responsabilità amministrativa degli enti previsto con il d. lgs. n.231/2001 anche agli studi professionali.

Secondo la Corte le stesse attività professionali strutturate in forma societaria sono passibili di una responsabilità per colpa organizzativa derivante dal non aver adottato un adeguato sistema volto ad evitare la commissione di reati da parte dei componenti.

Più nel dettaglio, con nella sentenza in esame la Cassazione ha ritenuto legittimo applicare a un ambulatorio odontoiatrico, strutturato in forma di società in accomandita semplice, la pesante sanzione dell’interdizione dall’esercizio dell’attività per un anno.

Trova conferma quindi l’orientamento già registrato nella giurisprudenza di legittimità sin dall’aprile del 2011, con cui la Corte aveva esteso alle imprese individuali il campo di applicazione del d. lgs. n.231/2001 (Cass. n. 15657/2011).

Nel Messaggio INPS n.3131/2020 si chiariscono le novità del cd.Decreto Agosto. L’Istituto spiega l’accesso alla cassa integrazione in deroga causale COVID-19 per lavoratori dipendenti iscritti al Fondo pensione sportivi professionisti (art. 2, d. l. n.104/2020).

L’INPS precisa che le principali novità per gli sportivi professionisti riguardano due profili.

Il primo profilo attiene alla collocazione della norma sugli ammortizzatori nell’alveo delle disposizioni generali in materia di cassa integrazione in deroga. Il secondo profilo riguarda la competenza autorizzatoria che viene assegnata all’INPS, salvaguardando però validità ed effetti prodotti dalle domande già presentate presso le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano. L’Istituto chiarisce che nonostante le novità le associazioni/società sportive non saranno costrette a presentare nuovamente le domande già depositate.

Nel descrivere più dettagliatamente le nuove norme, l’INPS spiega che possono essere ammessi al trattamento in deroga i lavoratori dipendenti iscritti al Fondo pensione sportivi professionisti che abbiano percepito retribuzioni contrattuali lorde non superiori a 50.000 euro, nella stagione sportiva 2019-2020. Quanto ai requisiti di accesso alla prestazione, nel Decreto Agosto si supera, quindi, il concetto di retribuzione annua, riferita al 2019, presente nella precedente disciplina. L’INPS precisa che nel Decreto Agosto si obbliga le associazioni/società sportive a dichiarare la retribuzione contrattuale utile per l’accesso alla misura di sostegno al reddito.

Ulteriore novità riguarda il periodo massimo autorizzabile. In particolare, si ribadisce un limite complessivo generale di nove settimane autorizzabili per ogni singola associazione sportiva. Si precisa che, esclusivamente per le associazioni aventi sede nelle Regioni di cui all’articolo 22, comma 8-quater, del decreto-legge n. 18/2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27/2020 (Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna), potranno essere autorizzati periodi fino a tredici settimane. I periodi di ammortizzatori sociali potranno essere autorizzati nei limiti delle disponibilità finanziarie già assegnate alle medesime Regioni.

Da ultimo, nel Decreto Agosto si autorizzano  le Federazioni sportive e l’INPS, attraverso la stipula di apposite convenzioni, allo scambio dei dati per la verifica della retribuzione e la concessione della CIG in deroga.

Sull’applicabilità dei profili di responsabilità amministrativa degli enti negli studi professionali continua ad essere di estrema attualità una pronuncia di qualche anno fa.

La seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione nella sentenza del 7 febbraio 2012 , n.4703 ha statuito in via definitiva l’applicabilità del sistema di responsabilità amministrativa degli enti previsto con il d. lgs. n.231/2001 anche agli studi professionali.

Secondo la Corte le stesse attività professionali strutturate in forma societaria sono passibili di una responsabilità per colpa organizzativa derivante dal non aver adottato un adeguato sistema volto ad evitare la commissione di reati da parte dei componenti.

Più nel dettaglio, con nella sentenza in esame la Cassazione ha ritenuto legittimo applicare a un ambulatorio odontoiatrico, strutturato in forma di società in accomandita semplice, la pesante sanzione dell’interdizione dall’esercizio dell’attività per un anno.

Trova conferma quindi l’orientamento già registrato nella giurisprudenza di legittimità sin dall’aprile del 2011, con cui la Corte aveva esteso alle imprese individuali il campo di applicazione del d. lgs. n.231/2001 (Cass. n. 15657/2011).

L’INPS illustra le novità che interessano gli adempimenti operativi per le domande di Cassa integrazione ordinaria e di assegno ordinario causale covid-19.

Nel Messaggio INPS n.2101 del 2020 si segnala la condivisione di un file excel che facilita la dichiarazione delle giornate di CIGO fruite sulle autorizzazioni con causali “COVID-19”

https://web.tresorit.com/l/Vj1oB#t_o5ZgHBpLAEgsrpa9BDtg

Immersi nella fase 2 post lockdown, come di consueto altra domenica impegnati nella lettura delle nuove disposizioni del Governo e delle Regioni. Si riducono le incertezza grazie a nuovi interventi.

Qui trovate il nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 maggio 2020

https://web.tresorit.com/l/ETqMI#qjbi79_glWruzPTrbx81dw

Qui sotto riportiamo i Protocolli condivisi specifici per settore anche grazie all’intervento della Conferenza Stato-Regioni

https://web.tresorit.com/l/nWAFr#JaWZy1CI_1bMBLVjVviPHA

l’ordinanza della regione Friuli Venezia Giulia

https://web.tresorit.com/l/BsL8h#AJWeA2Q0pCraszfzvUfOxw

e della regione Veneto

https://web.tresorit.com/l/R3WKT#Ce8rxrh_q7G92KWTwt0Wwg

L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha espresso il proprio parere sul ruolo svolto dall’Organismo di Vigilanza (OdV)  riguardo il trattamento dei dati personali.

Secondo l’Autorità l’OdV, sia esso esterno o interno alla società, è parte di essa e pertanto i suoi membri debbono considerarsi soggetti autorizzati dalla società stessa al trattamento dei dati personali.

Vengono disattese le ricostruzioni degli esperti che, valorizzando l’indipendenza dell’Organismo di Vigilanza rispetto alla società avevano ricondotto il ruolo dei suoi componenti a quello del Responsabile del trattamento (art29 GDPR) o addirittura di Titolare autonomo.

https://www.aodv231.it/images/img_editor/888489_12.05.2020.pdf